MUSEU DO FADO

Il museo è adagiato sul pendio di una collina e si affaccia sul golfo della città di Lisbona.

L' orografia del lotto e il contesto hanno condizionato le scelte progettuali; da qui si è partiti, progettando un' edificio che si integri con il contesto della città, ma allo stesso tempo si identifichi e diventi un importate polo attrattivo per gli abitanti della città e per gli amanti del Fado.

Grazie alla stretta relazione con la topografia del luogo, l' edificio rivela differenti altezze in virtù del differente punto di osservazione. In funzione della pendenza del sito, le terrazze contribuiscono alla definizione di due caratteri nettamente distinti: il fronte sud, dove si trova un ingresso più protetto e in ombra posto nella parte bassa della collina, con il suo piazzale antistante e con una terrazza panoramica verde al di sopra, si affaccia sulla valle sottostante fronteggiando il mare; ed il fronte nord con due ingressi ben distinti uno del museo e uno dell' auditorium, separati da un percorso che si insinua fra di essi e divide i volumi arrivando fino alla scalinata posta nel prospetto sud.

Questi volumi che si articolano in vari livelli un modo da ricreare dei terrazzamenti, tipici della città, si sviluppano su un primo livello a piastra che penetra nel fianco della collina e si adagia su di essa, assecondando le curve di livello che condizionano la distribuzione interna ed il taglio degli spazi.

L' intreccio volumetrico e dell' asse principale centrale, che si sviluppa sia esternamente che internamente creando due percorsi ben distinti, lascia al suo interno un vuoto centrale, che si presenta come una fenditura a tutta altezza aggettivata dai un corpi scala sospesi; questa parte è il vero centro figurativo e funzionale dell' edificio: ingressi e distribuzione si dipanano da qui.

Da questo spazio centrale al piano terra si accede direttamente all' auditorium, al locale ristoro, agli uffici, alla reception, ai locali tecnici e deposito. Tramite le scale a sbalzo poste in questo volume vuoto, si accede alle sale museali poste nei due livelli superiori, mentre alle aule didattiche si accede tramite una seconda zona di risalita più riservata.

Salendo al livello superiore cioè uscendo dalla piastra si emerge oltre la quota zero del terreno e si entra in uno dei due volumi a gradoni che caratterizzano il progetto. Nel volume ad est è posto l' auditorium con al di sopra un locale relax dal quale si accede alla terrazza panoramica più alta; mentre nel volume ad ovest sono poste le aule didattiche e le sale museali.

Il museo quindi è composto da una piastra opaca e da corpi semitrasparenti, che si sviluppano dal primo livello e fuoriescono come vere e proprie sculture di luce dal terreno, di giorno catturano quella naturale rifrangendola all' interno e di notte fungono da diffusori per l' illuminazione. Il rivestimento esterno di questi volumi è in lastre di vetro bianco assoluto, mentre all' interno è posta una seconda facciata di vetro che determina una intercapedine pressurizzata, in cui sono alloggiate le strutture portanti e di illuminazione.

La scelta di utilizzare forme semplici, geometriche, pochi materiali e colori per la realizzazione del museo, è dettata dal fatto che è la struttura stessa che crea l' architettura e non gli elementi decorativi applicati in un secondo momento.

Tutto l' edificio risente della conformazione del territorio esaltandola ed enfatizzando gli accenti fondamentali, perché è il corpo di fabbrica che deve adattarsi al territorio e non viceversa. Infatti la distribuzione planimetrica, il taglio dei volumi e le relative altezze sono stati plasmati dalla conformazione del territorio, creando così un edificio vivo che si integra con l' ambiente, lo asseconda, ne esalta le caratteristiche, mutando la propria forma e creando così un organismo dinamico.

Progettisti: Arch. Manuel Laporini

Committente: Ente pubblico

Luogo e data: Portogallo, Lisbona, aprile 2016

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